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Pregare con i rifugiati musulmani ahmadi
01 novembre 2011

Gli ahmadi osservano gli stessi Testi Sacri e insegnamenti degli altri musulmani e credono negli stessi "Cinque Pilastri dell'Islam" e "Sei articoli di Fede". Aarya e Husna sono particolarmente devote e osservano scrupolosamente la preghiera cinque volte al giorno (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati)
Bangkok, 1 novembre 2011 – "Quando prego piango."

Ho chiesto a Aarya e Husna se potevamo parlare insieme della preghiera e questa è stata l'immediata risposta di Aarya. Sono stato colto alla sprovvista dalla sua onestà, dall'immediatezza e dall'intensità della sua emozione. Come è logico, la persecuzione subita dalla famiglia di Aarya e di Husna ha avuto un impatto emotivo molto forte. Sono rifugiate musulmane ahmadi dal Pakistan e sono state costrette a fuggire un anno e mezzo fa a causa di una persecuzione religiosa.

"In Pakistan, non sono una musulmana, ma qui lo sono", mi dice Aarya sorridendo, orgogliosa della sua identità islamica.

Spiega che la persecuzione religiosa che lei e la sua comunità subiscono è sancita dallo Stato. In realtà, sono ufficialmente considerate "non musulmane" dallo stato pachistano. In seguito ai tumulti contro gli ahmadi nel 1974, il Parlamento pachistano ha approvato un emendamento costituzionale che ha proclamato ufficialmente gli ahmadi "non musulmani".

L'introduzione delle leggi contro la blasfemia negli anni Ottanta ha ulteriormente alimentato l'animosità religiosa e la persecuzione della comunità ahmadi. Queste leggi vietano loro di dichiararsi musulmani indirettamente o direttamente, di fatto impedendo agli ahamdi di professare la propria fede e persino di parlare o scrivere in arabo. La fede nella profezia di Mirza Ghulam Ahmad è considerata di per sé blasfema, in quanto profanerebbe il nome del Profeta Mohammed – un delitto capitale. In Pakistan, gli ahmadi vivono nel continuo timore di attacchi e persecuzioni a sfondo religioso.

Bernard Arputhasamy SJ
Direttore del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati Regione Asia del Pacifico

La tua riflessione
La comunità musulmana ahmadi è un gruppo islamico minoritario fondato nel 1889 da Mirza Ghulam Ahmad, che affermava di essere depositario di una rivelazione divina per riportare un Islam corrotto alla sua forma più pura, conciliando allo stesso tempo tutte le religioni. Perciò, gli ahmadi credono in tutte le religioni con i rispettivi profeti. Husna spiega: "amiamo tutte le religioni perché crediamo in tutte le religioni e i tutti i profeti".

Sebbene gli ahmadi non siano riconosciuti come musulmani dalla comunità islamica, seguono gli stessi testi sacri e insegnamenti in cui credono gli altri musulmani e credono negli stessi 'Cinque Pilastri dell'Islam' e nei 'Sei Articoli di Fede.' Aarya e Husna sono particolarmente devote e osservano scrupolosamente la preghiera cinque volte al giorno.

Agosto è stato un mese particolarmente impegnativo e felice perché quest'anno coincideva con il Ramadan, il mese islamico del digiuno. Mi raccontano la loro routine quotidiana — a partire dalla sveglia alle 3:30 per la preghiera mattutina di 45 minuti e per mangiare prima dell'alba.

Durante il Ramadan, non possono mangiare né bere durante le ore diurne, una vera impresa nel clima torrido della Camboglia; le loro giornate sono invece dedicate alla preghiera, alla riflessione e alla lettura, mentre si dedicano alle attività e ai lavori domestici. Quando le chiedo per cosa prega, Aarya risponde immediatamente.

"Per la vita. Per la vita per tutti, in tutto il mondo — madri, sorelle, fratelli, cugini … e per me."

"Uno dei principi del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati è servire tutti, nello stesso modo, anche in quei luoghi in cui farlo potrebbe essere difficile e persino pericoloso. La presenza, nei team del JRS, di persone di fedi diverse è una testimonianza tangibile del coraggio di osare la riconciliazione. Questa dimensione inter-religiosa arricchisce la vita del JRS, perché possiamo condividere gli ideali di fede e di servizio legati alle nostre credenze, contribuendo a costruire una società multiculturale e multietnica basata sulla tolleranza reciproca" (Peter-Hans Kolvenbach SJ, ex Padre Generale della Compagnia di Gesù).

Insieme preghiamo per un mondo più tollerante in cui la diversità sia rispettata e celebrata invece che penalizzata.

Insieme preghiamo per le minoranze religiose perseguitate, affinché siano al sicuro e trovino conforto nel Signore.

Insieme preghiamo per i rifugiati, affinché siano trattati con dignità e compassione.

Insieme preghiamo per tutti i musulmani che hanno da poco ultimato il santo mese di Ramadan, nell'augurio che si siano avvicinati maggiormente a Dio.

Infine, insieme a Aarya, preghiamo per la vita in tutto il mondo, per lei e per la sua famiglia e per tutti gli altri membri della comunità musulmana ahmadi perseguitata.