Pregare con i rifugiati: l'istruzione permette l'autosufficienza
03 giugno 2015
Washington, DC, 3 giugno 2015 – "L'istruzione è un fattore chiave per combattere il male dell'odio, della violenza e della guerra," dice Peter Balleis SJ, direttore internazionale del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati. "È importante riportare a scuola i bambini [sfollati e rifugiati]. È importante continuare a imparare, è un modo di curare i traumi anche in mezzo alla guerra."
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Pregare con i rifugiati in Sud Sudan: Dio non delude chi confida in Lui
07 aprile 2015
Yambio, 1 aprile 2015 – Per oltre trent'anni il Sud Sudan è stato travolto da una successione di guerre. Generazioni intere sono nate in esilio e nei campi profughi. Chi è riuscito a sopravvivere ha dovuto affrontare condizioni di vita molto dure. Anche se una difficile pace sta raggiungendo alcune zone del Sud Sudan, la violenza che alimenta l'odio continua nell'est e nel nordest del Paese. Nessuno dovrebbe affrontare una simile ingiustizia.
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Pregare con i rifugiati nella Repubblica Democratica del Congo: educazione come speranza
16 febbraio 2015
Kashunga, 13 novembre 2015 – La camicetta bianca di Maombi scintilla nel sole mattutino di Kashuga. La ragazza è raggiante di orgoglio nell'indossare la sua nuova uniforme scolastica – ha finalmente occasione di frequentare la scuola superiore dopo aver passato due anni a casa.
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Pregare con i rifugiati nel Ciad: essere istruiti salva la vita – l'istruzione per bambine e ragazze
01 novembre 2014
Abéché, 1 novembre 2014 – La mancanza di cibo nei campi rifugiati ha costretto le famiglie a intraprendere pratiche che altrimenti sarebbero state inaccettabili. Alcune sono costrette a sposare prematuramente le loro figlie in cambio di denaro. E così, giovani ragazzine si ritrovano a lavare i panni, anziché andare a scuola, per solo un dollaro e 75 centesimi al giorno; altre invece praticano sesso per sopravvivere. L'anno scorso, il 65% in meno di aiuti alimentari destinati alle 360.000 famiglie sudanesi rifugiate nel Ciad orientale non ha solo messo a rischio la vita di donne, ragazze e bambine, ha anche inciso sull'istruzione delle giovani.
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Pregare con i rifugiati in Nord Kivu: cantando insieme al Signore
01 settembre 2014
Masisi, 1 settembre 2014 – Come possiamo impegnarci per pregare in un modo che lasci spazio ai rifugiati e agli sfollati nelle nostre comunità? Questo è un appello ad accogliere gli sfollati nel nostro mondo. Qual è il mio personale impegno rispetto a questo? Come posso io, come membro di una comunità che accoglie, esprimere la mia solidarietà e mostrare ospitalità verso gli altri?
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Pregare con i rifugiati in Medio Oriente: la resilienza delle madri
15 maggio 2014
Damasco, 16 maggio 2014 – Per anni le madri in Siria hanno sofferto; molte sono sfollate, hanno perso le loro case, i loro mariti e alcune i loro bambini. Le madri spesso devono decidere se lasciare indietro gli altri figli per portarne un figlio ferito dove potrebbe ricevere assistenza medica o metterlo in salvo attraversando un confine.
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Pregare con i rifugiati in Sud Sudan: un appello per la pace
01 febbraio 2014
Tombura-Yambio, 1 febbraio 2014 – La popolazione del Sud Sudan ha già vissuto, abbondantemente, la sua parte di sofferenza. Gli storici moderni ci dicono che più di 4,5 milioni di persone sono morte nelle nostre guerre di indipendenza e numeri simili si sarebbero registrati nei decenni scorsi, se qualcuno avesse contato le vittime. La nostra nazione ha bisogno di abbracciare il passato per evitare di ripetere errori che hanno causato morte, sofferenza e umiliazione su larga scala. Per questo io faccio un forte appello per la pace in Sud Sudan, un appello che viene dal profondo della mia anima.
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Pregare con i rifugiati a Nairobi: incoraggiare la riconciliazione attraverso seminari di spiritualità
01 gennaio 2014
Nairobi, 1 gennaio 2014 – I rifugiati sopravvivono a esperienze dolorosa che li lasciano emotivamente feriti, in un Paese straniero. Portano il peso di chi ha causato oppure ancora causa loro tale sofferenza. A volte perdono il contatto con se stessi, con gli altri e persino con Dio. Di conseguenza, alcuni sperimentano complicazioni, malesseri e persino incubi.
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Pregare con i rifugiati a Nairobi
01 dicembre 2012
Nairobi, 1 dicembre 2012 — I rifugiati urbani a Nairobi vivono ai margini della società, non hanno il diritto di lavorare legalmente e lottano per sopravvivere in una città già sovrappopolata. In fuga dalla violenza, dall'instabilità politica e dalla siccità, i rifugiati finiscono a vivere in zone economicamente depresse, nel tentativo disperato di trovare un posto da chiamare casa, in cerca di ospitalità in un Paese ignoto.
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Pregare con i rifugiati in Uganda
01 agosto 2012
Boston, 1 agosto 2012 — Mentre eravamo in viaggio verso Morobi nel nord dell'Uganda, Lodu mi ha detto che Flabius, il capo catechista del villaggio, ha perso una figlia. "Probabilmente non sarà al seminario, Padre. Era la sua unica figlia".
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Pregare con i rifugiati in Congo
01 febbraio 2012
Goma, 1 febbraio 2012 — Circa due milioni di persone vivono da sfollati interni nella Repubblica Democratica del Congo, dopo aver dovuto lasciare le proprie case a causa di conflitti armati. Qui la situazione è caratterizzata a una cronica e crescente violenza sessuale e di genere contro le donne e le ragazze.
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Pregare con i rifugiati: lo spirito dell'accompagnamento
01 dicembre 2011
Ginevra, 1 dicembre 2011 — I membri dello staff dell'ufficio internazionale del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, specialmente quelli che non visitano regolarmente i servizi sul campo, non hanno "normali" rapporti con i migranti forzati, come accade al resto dei collaboratori del JRS.
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Pregare con i rifugiati musulmani ahmadi
01 novembre 2011
Sommario: Bangkok, 1 novembre 2011 – I rifugiati musulmani ahmadi sono stati costretti a fuggire dal Pakistan a causa di una persecuzione religiosa. Agosto è stato un mese particolarmente impegnativo e felice perché quest'anno coincideva con il Ramadan, il mese islamico del digiuno. Durante il Ramadan, I musulmani non possono mangiare né bere durante le ore diurne, una vera impresa nel clima torrido della Camboglia.
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Pregare con i rifugiati somali
01 ottobre 2011
Nairobi, Kenya, 1 ottobre 2011 – Dall'inizio della carestia e della crisi alimentare nel Corno d'Africa lo scorso luglio, decine di migliaia di rifugiati sono fuggiti dalla Somalia, la maggior parte diretti in Kenya e in Etiopia. Marciano per giorni e persino per settimane. Alcuni non sopravvivono al viaggio; altri perdono lungo la strada membri della famiglia, oppure sono costretti a lasciarli indietro.
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Pregare con i rifugiati in Siria
01 settembre 2011
Aleppo, 1 settembre 2011 – Dai primi mesi di quest'anno, la situazione in molti Paesi arabi (come Tunisia, Egitto, Yemen, Libia, Siria, Bahrein) è cambiata sostanzialmente — in gran parte a causa di movimenti politici popolari. Questo non solo ha portato a cambiamenti di regimi politici e a scontri sanguinosi, ma ha anche aumentato il numero delle migrazioni forzate.
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Pregare con i rifugiati: l'opportunità dell'istruzione
01 agosto 2011
Washington DC 1 agosto 2011 – I rifugiati non lasciano il loro Paese solo perché la situazione è difficile, ma fuggono perché la loro vita è in pericolo e non hanno alcuna possibilità di cambiare le cose. Sono guidati dalla speranza nel cercare nuove opportunità, non solo per se stessi, ma per i loro figli.
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Pregando con i rifugiati: speranza per Haiti
01 luglio 2011
Washington DC, 1 luglio 2011 – Il sisma che ha colpito Haiti nel gennaio 2010 ha causato immenso dolore, gravi sofferenze e ha richiesto un pesante tributo di vite umane. Pur tuttavia, in mezzo a tante macerie, non è venuta meno la speranza. Ogni storia di speranza ha avuto un contraltare di dolore, ogni atto di coraggio e progresso ha dovuto vedersela con situazioni di frustrazione e sfiducia.
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Sudan: coinvolti in un immenso dramma
01 gennaio 2011
Si prega con i rifugiati, gennaio 2011. Quando il Servizio dei gesuiti per i rifugiati si è recato nel Sud Sudan alla fine degli anni '90, il suo personale ha vissuto l'esperienza di terrore comune agli sfollati interni, coinvolti in una lunga guerra civile. All'alba del 2011, il JRS è tutt'ora nel Sud Sudan, dove svolge opera di accompagnamento in pace esattamente come faceva in tempo di guerra.
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Les bonnes nouvelles: buone notizie
01 dicembre 2010
Mentre facciamo il nostro cammino in questa stagione dell’Avvento, speriamo e preghiamo per essere in grado di rispondere con sollecitudine nel nostro viaggio verso Dio e nel nostro viaggio interiore, nell’esame della nostra anima. Preghiamo e speriamo di essere in grado di rispondere con sollecitudine anche nei sentieri molto concreti del servizio al nostro prossimo.
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