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Pregare con i rifugiati nel Ciad: essere istruiti salva la vita – l'istruzione per bambine e ragazze
01 novembre 2014

Bambina siede attenta in classe nel campo di Guereda, Ciad (Peter Balleis SJ / Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati)
L'anno scorso, il 65% in meno di aiuti alimentari destinati alle 360.000 famiglie sudanesi rifugiate nel Ciad orientale non ha solo messo a rischio la vita di donne, ragazze e bambine, ha anche inciso sull'istruzione delle giovani.
Abéché, 1 novembre 2014 – La mancanza di cibo nei campi rifugiati ha costretto le famiglie a intraprendere pratiche che altrimenti sarebbero state inaccettabili. Alcune sono costrette a sposare prematuramente le loro figlie in cambio di denaro. E così, giovani ragazzine si ritrovano a lavare i panni, anziché andare a scuola, per solo un dollaro e 75 centesimi al giorno; altre invece praticano sesso per sopravvivere. L'anno scorso, il 65% in meno di aiuti alimentari destinati alle 360.000 famiglie sudanesi rifugiate nel Ciad orientale non ha solo messo a rischio la vita di donne, ragazze e bambine, ha anche inciso sull'istruzione delle giovani.

Entro la fine del 2012, il 70 percento di tutti i rifugiati vivevano in situazioni protratte nel tempo, cinque anni e più, come nel Ciad. A livello globale, c'è un deciso nesso tra paesi che ospitano molti rifugiati e alti livelli di insicurezza alimentare. Recenti emergenze a carattere globale nella Repubblica Centrafricana, nel Sud Sudan e in Siria, hanno distolto l'attenzione dei media internazionali dalle situazioni di lungo periodo, in cui i tassi di grave malnutrizione sono in proporzione più elevati che nelle crisi contingenti.

L'insicurezza alimentare ha un impatto diretto sull'istruzione. Nel corso delle crisi alimentari, gli studenti abbandonano la scuola o vengono ritirati da scuola per aiutare le famiglie. Nel Ciad orientale, nella scuola primaria il numero di iscrizioni delle bambine è più o meno pari a quello dei maschietti, ma il tasso di permanenza scolastica delle bambine è di molto inferiore. Schiacciate dal peso delle responsabilità tradizionali in campo domestico ed economico, le bambine vengono colpite dal fenomeno in maniera sproporzionata.

Nonostante il WFP abbia introdotto di recente un programma pilota nel campo di Goz Amer, incrementando le razioni alimentari alle famiglie valutate estremamente vulnerabili, molte sono ancora le scappatoie cui si ricorre. In alcune famiglie sudanesi, la decisione è presa a livello familiare, senza tener conto della situazione delle bambine, delle ragazze e delle donne, viste come elementi della struttura patriarcale del nucleo familiare, che così non è incoraggiato a promuovere l'istruzione di bambine e ragazze.

La tua riflessione
Nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, sono le donne che provvedono al cibo, all'istruzione e alla cura della famiglia. Le donne trasmettono il sapere di generazione in generazione. Istruire una donna le assicura un'istruzione e quindi sopravvivenza, come pure quella dei suoi figli. Il valore dell'istruzione delle bambine acquista sempre maggiore rilevanza, man mano che essa si arricchisce e moltiplica di generazione in generazione.

Jacquelyn Pavilon, assistente alla comunicazione del JRS Internazionale



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